IL TERRITORIO

Il vino racchiude dentro i suoi profumi, i suoi colori e i suoi sapori l’immagine e le caratteristiche del territorio in cui viene prodotto e oggi, forse ancor più di una volta, ha acquistato una sua individuale personalità, una tipicità locale costruita con una sapienza che è frutto di moderne tecnologie oltre che di antichi retaggi. Il vino, come il pane, non esiste in natura.

Il vino si fa e quidi la sua essenza è fatta anche a immagine e somiglianza dell’uomo che lo fa e cambia profondamente assieme all’uomo nel corso del tempo.

Questa caratteristica del vino dentro cui si riverberano le bellezze del territorio e l’essenza della gente che lo produce è particolarmente marcata nel Refosco di Faedis. Il Territorio dove viene coltivato il Refosco di Faedis, si estende sui comuni di Faedis, Torreano, Povoletto, Attimis, Nimis e Tarcento.

 

FAEDIS

Su colline coltivate a vigneto, proprio dove inizia la verde pianura friulana, si trova la terra dell’antico Refosco di Faedis, ricca di boschi e di acque incontaminate.

Tutto il territorio del Comune è una sapiente quanto spontanea armonia di natura rigogliosa e vestigia storiche.

Al visitatore si offrono suggestioni medievali sui colli dei castelli di Cucagna, Zucco e Soffumbergo, eleganti architetture negli ampi spazi di villa Freschi, casa Partistagno o villa Strassoldo, preziosi momenti di silenzio sui pianori dove sorgono chiesette minori, lontane dalla frenesia e dal frastuono della vita di ogni giorno.

Faedis è una delle 438 città del vino italiane che danno nome a un vino e che producono nel loro territorio vini di alta qualità a denominazione di origine.

È pure terra di formaggi particolari, i caprini di Jama, nome slavo della vallata che significa buca, grotta, dove si allevano biologicamente capre Saanen e Camosciate e si producono apprezzatissimi formaggi freschi, semicotti e stagionati.

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ATTIMIS

Il fascino degli antichi castelli, che dai colli ancora dominano queste terre, si integra e completa nella visita al Museo Archeologico Medievale del comune che raccoglie, fra l’altro, i frutti di molti anni di ricerche svolte nei numerosi e importanti siti della zona, raggiungibili inoltrandosi negli incontaminati spazi naturali delle Valli.

Estesi complessi forestali, ricchi di particolari specie floreali e faunistiche, circondano gli edifici storici e i borghi rurali di Attimis e delle sue frazioni, donando profondi silenzi alla sacralità dei luoghi di culto, alll'immediata spiritualità delle chiesette votive. Profonda spiritualità e devozione si incontrano alla cappelletta di Porzus dedicata all'apparizione della Beata Vergine, oggi meta di numerosi pellegrinaggi.

Fra colli e monti, gli antichi vigneti si alternano con i boschi di faggi, di castagni e di querce, segnando il passaggio dalla pianura alla montagna vera e propria, e cadenzano questa parte del confine orientale della regione, caratterizzata dalla schietta ospitalità della gente e dalla qualità delle produzioni agroalimentari tipiche, che si gustano davanti a panorami e paesaggi mozzafiato di elevato valore naturalistico.

Una piccola porzione dell'universo da conoscere e proporre perché altri, innamorandosene, possano sentirsi attratti verso questa terra antica, nel cuore del doceNordEst.

 

NIMIS

Fortificata in epoca romana, Nimis, con le sue frazioni e i suoi borghi, ha avuto grande importanza strategica anche nel ducato longobardo del Friuli e offre uno dei più antichi luoghi di culto della regione, la pieve dei SS. Gervasio e Protasio. Eretta sui resti di un tempio precristiano presso il Castrum Nemas attorno all’ottavo secolo, fu portata alle attuali tre navate attorno al milletrecento.

Di grande interesse sono il castello di Cergneu, il settecentesco santuario della Madonna delle Pianelle e la cinquecentesca chiesetta di S. Giovanni Battista da cui si gode la vista della meravigliosa “conca” di Ramandolo dov’è prodotto l’omonimo grande vino, prima DOCG del Friuli.

È un anfiteatro verde, di antichi e faticati terrazzi bene ordinati da secoli su dolci colline, dove il clima particolare alterna sole intenso a piogge lievi e persistenti, circondato da boschi lussureggianti di faggi, olmi e acacie che danno profumo al miele di Nimis e chiamano immediatamente alla memoria la vitalità spirituale della natura nelle leggende e nei riti magici dei Celti.

Nimis è una delle 438 città del vino italiane per la grande tipicità e qualità dei suoi vini e perché dalla sua terra trae nome e origine il Ramandolo a cui è legata per storia, tradizione e cultura.

 

TORREANO

Il territorio di Torreano, che è per metà pianeggiante e per metà montano, presuppone diversi sistemi di vita e di attività, legati alla differente natura del suolo. La popolazione, di etnia friulana quella di pianura e di etnia slovena quella di montagna, caratterizza un’antichissima convivenza, sempre pacifica, di genti dalle origini e dai costumi diversi.

Questa zona fu quasi certamente abitata dalle primitive popolazioni degli Euganei, dei Liguri, dei Veneti e dei Celti, ed è indubbio che qui stazionarono abitanti dell’età neolitica, dell’età del bronzo e dell’età del ferro. La grotta di Foràn di Landri, sopra la frazione di Prestento, testimonia, con i suoi reperti, la comparsa dell’uomo in età preistorica. La nascita di Torreano fu sicuramente determinata dalla romanizzazione del Friuli; infatti, il toponimo deriva dal nome di un centurione romano,Turius, che aveva ottenuto questo presidio.

Di particolare interesse artistico sono la chiesa di San Rocco a Montina e la cinquecentesca Chiesetta votiva dedicata ai Ss. Ermacora e Fortunato situata sopra la frazione di Costa.

 

TARCENTO

Adagiata sulle pendici dei monti Chiampeon, Stella e Bernadia, Tarcento è una perla incastonata tra le acque limpide del Torre e le colline popolate di borghi storici, ricche di vigneti e di boschi, dove la gente fa ancora paese e conserva gesti e valori, linguaggi e tradizioni genuini e riconoscibili.

La dolcezza dell’ambiente, la sua armonia rasserenante, sono impreziosite dai segni del passato: il Castellaccio di Coia e il borgo di Villafredda a Loneriacco ricordano il periodo medievale; la chiesetta di S.Eufemia del XIV secolo a Segnacco offre una sosta di suggestiva bellezza spirituale e si apre alla visione dell’anfiteatro delle colline e delle montagne; ad Aprato la chiesa di Madonna del Giglio mostra il dorato altare ligneo dell’Agostini dei primi del Seicento; a Collalto si trova Villa Valentinis, in centro le eleganti Ville De Rubeis e Pontoni, il bel Palazzo Frangipane, con i loro parchi e giardini e Villa Moretti recentemente restaurata.

Dal sentiero delle cascate si può risalire la valle dello Zimor e spingersi fino a Stella, individuata dal suo campanile, splendido balcone verde sul Friuli fino al mare. Oppure, dopo aver seguito la passeggiata sul Torre per sentieri tra i castagni, o per strade ospitali di "frasche", si sale a Useunt, alla chiesa della Madonna della Pace e, poi, fino al monte Bernadia da dove si scende a Ramandolo, piccolo gioiello tra i vigneti che producono il prezioso vino DOCG che porta il suo nome.

 

POVOLETTO

Ricca di bellezze naturali e caratterizzata dalla dolcezza del territorio, è situata in una verdissima pianura attraversata da numerosi corsi d’acqua e circondata da colline trapuntate di vigneti e boschi.

I suoi borghi antichi invitano a compiere affascinanti passeggiate fra le numerose e splendide ville, come la Domus Magna dei Partistagno a Belvedere, villa Mangilli a Savorgnano, villa Schubert a Marsure di Sotto, villa Belgrado Coren a Siacco, a visitare i suggestivi resti del complesso alto medievale del Castello della Motta e l’antica Torre dei Savorgnan.

Presenti in tutte le frazioni, sono inoltre frequenti i segni della pietà devozionale arricchiti da importanti opere d’arte, come testimoniano la chiesa del Quattrocento di Magredis con il Ciclo dei mesi e gli affreschi del Thanner, quella di Grions con il bellissimo altare barocco in legno dell’Ortari, la chiesa di S. Nicolò a Primulacco con la Passione di Cristo affrescata ancora dal Thanner.

Povoletto è una delle 438 città del vino italiane per la grande tipicità e qualità dei suoi vini tra cui spiccano il Picolit. il Verduzzo e il Refosco di Faedis, una tradizione antica che si rinnova soprattutto sui colli di Savorgnano in vigneti e cantine curati con amore e sapienza.


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